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Scoprire la città come un essere vivo, sentirne i profumi, dialogare con i personaggi che campeggiano su sculture e architetture, entrare in un entusiasmante gioco di ruolo. I laboratori di Angela Donnini al Fantacity Festival

Si parte dal cuore antico della città, il centro storico di Perugia che ospita il Fantacity Festival, con i laboratori per bambini e ragazzi alla scoperta dell’arte. Una scoperta fantasiosa ed entusiasmante, all’interno di un grande gioco di ruolo in cui i giovanissimi sono i protagonisti insieme ai personaggi che campeggiano su sculture e architetture.

E’ la sfida che l’emiliana Angela Donnini, insegnante di storia dell’arte appena entrata in pensione, porta al Fantacity Festival. Nel 1999 ha “iniziato per gioco a scrivere storie per ragazzi e bambini, per puro divertimento. L’esigenza era ed è quella di continuare a giocare nonostante l’età”.

C’è una ambientazione, accade un fattaccio…E i ragazzi devono superare alcune prove per scoprire il colpevole. Il percorso sarà denso di incontri: ecco che la figura maschile con la clava di un mosaico può diventare un aiutante nello sconfiggere un pericolo in agguato. Altre figure fiabesche – il mago della città, la strega e simili – conducono a una strada, bisogna capire se è quella giusta per scoprire la verità.

Si tratta di un laboratorio di un “realismo favoloso”, spiega l’ideatrice. “Si fa riferimento alle architetture e sculture più rappresentative, ma anche ai particolari apparentemente nascosti… li si fa vivere, li si anima”.

“Il ‘far finta’, in questo gioco, porta anche a rispettare delle regole, come in tutti i giochi. I ragazzi inventano un modo di trasformarsi per arrivare alla meta e schivare i pericoli. L’uso della fantasia è determinante per sconfiggere il male”. E i ragazzi, calati nel loro ruolo nel gioco, “mettono in campo i propri sentimenti, l’altruismo, l’amicizia, ma pure l’invidia, la malvagità”.

Un percorso straordinario per incontrare l’arte. “Non attraverso lezioni o relazioni – prosegue a spiegare Donnini – ma certo fornendo ai ragazzi un minimo di riferimento artistico, storico, geografico”. E non solo: “Anche i profumi di una città sono importanti per conoscerla. Vale la pena scoprire e conoscere la città come essere vivo, non solo come un guscio che contiene architetture e monumenti”.